Roux, Georges Ernest (1903-1981) e Chiesa Cristiana Universale (poi Alleanza Universale)

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Montfavet, dove Roux fond la Chiesa Cristiana Universale

La vita

Il profeta e guaritore francese Georges Ernest Roux nacque il 14 giugno 1903 a Cavaillon (in Provenza): il padre era un postino ateo, ma la madre, fervente cattolica, lo allevò nella sua fede finché il giovane R. non abbandonò il Cattolicesimo, dopo aver letto le opere di Platone. Dopo un lungo soggiorno a Parigi, dove egli si dedicò ad una carriera artistica come poeta, romanziere e musicista, R. sposò Jane Robert (che gli diede sei figli) e s’impiegò alle Poste, come suo padre, lavorandovi dal 1939 al 1953 e facendo carriera fino a diventare ispettore aggiunto ad Avignone.
Nel frattempo (1947), però, R. scoprì d’avere doti di guaritore mediante l’imposizione delle mani, contestualmente alla figlia sedicenne Jacqueline, che, per praticare anch’essa come guaritrice, lasciò la scuola. Inoltre, R. iniziò, ben presto, a predicare di essere direttamente ispirato da Dio, anzi di essere addirittura l’incarnazione di Gesù Cristo, dapprima solo a livello familiare fino al 1950, e poi rivolgendosi ad un pubblico più vasto.
Nel biennio 1950-1951 egli scrisse e pubblicò i suoi tre più noti romanzi, considerati oggigiorno testi sacri dai suoi seguaci: nel 1950 Journal d’un guérisseur (Diario di un guaritore) e Paroles de guérisseur (Parole di un guaritore), e nel 1951 Mission divine (Missione divina), i primi due dai chiari connotati autobiografici, salutistici ed iniziatici, il terzo un vero e proprio manifesto della neonata chiesa, che da lì a poco sarebbe stata formata.

Infatti, nel settembre 1952, R., oramai ribattezzato dai giornali il “Cristo di Montfavet” (dalla località, vicino ad Avignone, dove egli operava), e proclamandosi, a sua volta, “Cristo, il fratello di Gesù”, annunciò la fondazione di una Chiesa Cristiana Universale: nello stesso anno R. scrisse a Papa Pio XII (1939-1958) per chiedere un riconoscimento ufficiale del fatto che egli fosse la reincarnazione di Cristo!
A riguardo, nel maggio 1953, R. ruppe gli indugi, dichiarando di non essere più il fratello di Gesù, ma Gesù stesso, tornato sulla terra. Sempre nel 1953, l’ex postino annunciò la fine del mondo il 15 agosto 1954, ma, come spesso accade nei movimenti millenaristi, poiché alla data fissata non successe nulla, egli spiegò il mancato evento con il fatto che in Cielo, e non sulla terra, fosse successo un evento eccezionale. Una simile spiegazione è presente nella teologia degli Avventisti del Settimo Giorno. Eppure, nonostante la mancata fine del mondo, una serie di violenti scontri tra i suoi seguaci e attivisti cattolici, e perfino la morte di alcuni bambini, ai quali erano state negate le cure tradizionali (che il profeta rifiutava) a favore di tecniche di guarigione (evidentemente inefficaci), il movimento crebbe fino a raggiungere nel 1957 circa 3.000 adepti, tra i quali c’era anche un milionario, René Castells, seguace della prima ora e uno dei leader del movimento.

L’organizzazione, però, ruotava sempre attorno a R. e alla sua famiglia, vale a dire le due figlie Geneviève e Jacqueline e il marito di quest’ultima René van Gerdinge. Le ultime uniche persone del management non appartenenti della famiglia Roux, la dirigente di Parigi, Jeanne Aubertin, e la governante della residenza di Montfavet, Colette Gladu, lasciarono l’organizzazione nel 1968, senza aspettare l’avverarsi (o meno) di una nuova profezia millenarista: la fine del mondo per il primo gennaio 1980. Ma questa volta i dirigenti del movimento giocarono d’anticipo e, in occasione del Natale 1979, dichiararono che l’evento non sarebbe successo, perché i membri del movimento non avevano dimostrato “sufficiente fede”!

Tuttavia, la vera delusione i fedeli la patirono l’anno successivo alla mancata apocalisse, quando il 26 dicembre 1981 il “Cristo di Montfavet” inopinatamente morì: la figlia Jacqueline ed il marito cercarono di ovviare al logico sbandamento dei seguaci, ma anche la fondazione nel 1983 dell’Alleanza Universale (classificata come setta evangelica di guarigione dalla commissione parlamentare sulle sette in Francia) e la dichiarazione che R. poteva oramai intervenire sul cuore e sulla vita dei suoi seguaci non aiutò a riportare il seguito oltre le poche centinaia di persone (sebbene altre statistiche riportino 2.000 seguaci), denominate Testimoni di Cristo.
Le relative chiese sono principalmente presenti in Francia, ma anche in Germania, Belgio, Svizzera, Gabon, Zaire e Canada.

La teologia

La teologia della Chiesa Cristiana Universale fu tracciata nei romanzi di R., più che altro respingendo molti dei dogmi cattolici: venivano, infatti, negate le dottrine di transustanziazione, la Santa Trinità, il simbolo della Croce, l’esistenza dell’Inferno, la resurrezione dei corpi, la maternità divina e verginità di Maria, il peccato originale, l’autorità dei papi, la veridicità dei Vangeli, dogmi di una Chiesa Cattolica che R. condannava come apostata. Egli si era proclamato non solo Cristo, ma Dio medesimo, e la sua missione era di completare l’instaurazione della legge dell’amore, vale a dire il lavoro iniziato da grandi iniziati dei secoli passati (Buddha, Mosé e Gesù).

Il culto era basato su una funzione domenicale e su tre soli sacramenti: la comunione, il battesimo e il matrimonio.
La cerimonia del battesimo dei bambini avveniva in tre tempi: imposizione delle mani e immersione nell’acqua tiepida, presentazione, e poi cresima, mentre il matrimonio comprendeva la comunione dello Spirito, la benedizione degli anelli, la dichiarazione d’impegno degli sposi, la consacrazione e la benedizione.

Abitudini alimentari

Il secondo romanzo di R. (Parole di un guaritore), contiene infine una serie di prescrizioni abitudinarie ed alimentari, ai quali i seguaci generalmente si attengono: divieto di fumare, di far uso di eccitanti come alcool e caffè, di mangiare carne e burro, a favore di una dieta vegetariana, basata su legumi e olio d’oliva.